All’interno di ogni composizione, l’artista inserisce una linea proveniente dalle stesse fotografie,
unelemento visivo che ha lo scopo di rafforzare l’apertura creata dal disegno o d irestituire
equilibrio all’immagine.
In una composizione visiva e narrativa improntata all’essenzialità, anche il colore assume un valore semantico l’utilizzo di colori primari come il giallo, il rosso o il blu,꞉ riconduce l’immagine alla sua essenza più pura.
Nel raccontare le fasi del suo operare creativo, l’artista osserva «Per le mie composizioni꞉
utilizzo sempre solo due immagini, una per il fondo e l’altra per il primo piano. Lo sfondo è sempre
realizzato con una o due cartoline che“hanno viaggiato”ed hanno già una storia, sono state
scelte per comunicare un momento, una sensazione che la persona o le persone volevano
trasmettere ad un proprio caro o ad una persona “di riguardo”; la scelta non sappiamo come sia
avvenuta, forse solo per motivi estetici oppure simbolici ma di fatto rappresenta un gesto intimo
come intimi sono i saluti o i pensieri scritti che io riporto, quando possibile, fedelmente nel retro
dell’opera. La foto in primo piano rappresenta sempre una persona o più persone, insituazioni
che nascono come testimonianza di un momento personale, una scena di vita, un ricordo…e, di
conseguenza, estrapolarle dal loro contesto significa“privarle” dellaloro storiainiziale ma non
dello sguardo del fotografo che le ha scattate».
In queste composizioni analogiche – volutamente lontane da qualsiasi intervento digitale – il
tempo non ha più una dimensione lineare, madiviene un luogo dilatato esospeso, in cui passato,
presente e futuro si intrecciano e si confondono. Le memorie si fanno materia viva, riscritte
dall’artista con la delicatezza di chi ascolta le storie silenziose delle immagini.
Rigonire stituisce loro una seconda vita,un respiro nuovo,ma senza cancellarne le tracce
originarie:ogni piega,ogni increspatura del tempo,ogni tonalità sbiadita resta parte del
racconto.Inquesto dialogo tra immagine e segno,tra memoria e gesto, Michele Rigoni costruisce
una nuova narrazione, dove ogni frammento trova un equilibrio rinnovato. Le sue opere
diventano spazi sospesi, luoghi di passaggio in cui il tempo si apre e si trasforma, restituendo
alle immagini un nuovo respiro e una seconda possibilità di esistere.
La mostra“Storie sospese”in vita così lo spettatore a fermarsi,a guardare dentro l’immagine
come dentro una memoria condivisa. Le composizioni di Rigoni non si limitano a rappresentare:
raccontano. Raccontano il tempo come esperienza umana, fragile e mutevole, dove ogni dettaglio
diventa ponte tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere.
È un’arte che abita la soglia tra nostalgia e scoperta, tra ricordo e possibilità, e che ci
ricordacomeancheleimmagini,propriocomelepersone,possanorinascereognivoltache
qualcuno le osserva davvero.
____________________________________
Michele Rigoni – Direttore creativo e regista, da oltre 25 anni nel mondo della comunicazione
digitale e degli eventi, titolare dell’agenzia Keymove di Milano. In questi anni ha maturato grande