Elisabetta Povia è andata a vedere al Teatro Manzoni di Milano, la rappresentazione della commedia il Vedovo con Massimo Ghini e Galatea Ranzi, adattamento di Ennio Coltorti e Pier Luigi Clementi del film omonimo di Dino Risi del 1959, che sostengono le parti che furono di Alberto Sordi e di Franca Valeri.
La vicenda si svolge alla fine degli anni ’50 , protagonista Alberto Nardi (Massimo Ghini), un industriale romano titolare di un’azienda di ascensori con pessimo senso degli affari, tanto che vive di denaro preso in prestito e difficile da restituire. È sposato con una ricca donna di affari, Elvira (Galatea Ranzi), alla quale per farsi sovvenzionare nell’impresa e far fronte agli impegni, chiede continuativamente soldi, cosa che la moglie gli rifiuta, salvo prestargliene anonimamente attraverso un ricco imprenditore a interessi da usuraio. Un fatto improvviso e insperato che possa risolvergli i problemi sembra arrivare in suo soccorso ma si rivelerà essere fallace e però quell’evento gli sarà di suggerimento per dargli la spinta a intraprendere un’azione che potrebbe risolvergli finalmente i problemi.
L’inizio della storia si svolge nell’ufficio di Alberto Nardi ossessionato dalle continue telefonate dei suoi creditori dal Ragionier Stucchi (Luca Scapparone), dagli operai che reclamano dall’esterno i loro stipendi non ancora riscossi e dall’arrivo del Commendatore Lambertoni (Pier Luigi Misasi), che viene a lamentare del mancato pagamento delle cambiali che Nardi aveva firmato e non onorate alla loro scadenza. L’uomo si barcamena, cercando di spiegare che la colpa è dei sindacati , inoltre si aggiungono le brevi fastidiose telefonate della moglie con i suoi ordini. Una soluzione a risolvere i problemi più immediati potrebbe essere la concessione di un prestito bancario che gli verrebbe concesso immediatamente e senza problemi solo se la donna se ne facesse garante apponendo la propria firma sulla richiesta. Su questo fronte l’uomo pensa di muoversi anche se intravede difficoltà a raggiungere l’obiettivo.
Pur trattandosi di una commedia brillante, infatti, essa si rivela, per il tema trattato, una black comedy dai dialoghi ironici, in più punti feroci e soprattutto ancora attuale, il sollievo quando Alberto Nardi apprende che la moglie è morta…e poi da vedere .
La commedia è presentata attraverso una serie di episodi, quasi dei flash, che si susseguono e determinano il trascorrere del tempo. Ogni episodio si conclude con lo spegnimento delle luci e con interventi musicali in carattere con la natura della scena appena conclusa, coreografia molto carina..
Il pubblico era numeroso che alla fine termina la serata al suono di “Mambo italiano”. .
Info: https://www.teatromanzoni.it/eventi/il-vedovo/

