Ieri tgevents era a vedere al Teatro Manzoni di Milano, la rappresentazione teatrale Fiori di Acciaio tratta dal film omonimo, la commedia racconta la storia di un gruppo di donne dall’età e dai caratteri completamente diversi si ritrovano in un salone di bellezza, tra pettegolezzi e i vari alti e bassi della vita. Storie di donne, grandi figure femminili che crescono, sbagliano, si confrontano, amano, odiano, combattono e qualche volta muoiono. Fiori d’acciaio è stato forse il film che più di ogni altro ha spiegato cosa significhi essere donne e, nonostante ciò, fare fronte comune, pur conservando la propria identità.
Se c’è una cosa che le donne sanno fare, è essere terribili e spietate, ma nello stesso tempo capaci di confrontarsi senza mai smettere di amare, insomma dei fiori d’acciaio. La celebre pellicola anni Ottanta era tratta dalla pièce teatrale di Robert Harling, qui diretta da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado. Perfettamente rappresentativa di un microcosmo, quello del negozio di provincia, che è specchio di macrocosmi le cui dinamiche, perfino oggi, fanno fatica a cambiare. Un cult senza tempo tutto al femminile, portato in scena da un ricco e variegato gruppo di attrici capitanato da Barbara De Rossi e Martina Colombari; di Robert Harling
Adattamento Michela Andreozzi con Francesco Bellomo, con Gabriella Silvestri, Alessandra Ferrara, Caterina Milicchio e Cristina Fondi; Regia Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, Aiuto Regia Francesca Somma, Scene e costumi Carlo De Marino,Musiche Roberto Procaccini e Light Design Umile Vainieri.
Un cast ricco e variegato, un banda di soliste in grado di suonare insieme, ma di battere in volata quando serve. Disegnare personaggi anche estremi, ma capaci di ascoltarsi o imparare strada facendo di accogliersi senza snaturarsi.
Molto bella, raffinata e delicata.
Da vedere! Al Teatro Manzoni fino al 14 aprile.
info:https://www.teatromanzoni.it/eventi/fiori-dacciaio/

